Vegatazione Agro Romano

La fotografia documenta, ferma il tempo: un attimo di passione tra due persone, come nei baci di Robert Doisneau,  il disagio, la paura  negli occhi della ragazza afgana ritratta da Steve McCurry la tragedia di  popoli in fuga dalla guerra  nelle foto  di Sebastiao Salgado. Da oltre un secolo la fotografia racconta le nostre vite, fa cronaca e qualche volta diventa storia.

LA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO – La fotografia registra un frammento di tempo, lo sospende  tra passato e futuro, trasformandolo in eterno presente . Perché siamo affascinati dalle vecchie foto delle nostre città dei nostri paesaggi?
La fotografia di paesaggio ci fa comprendere l’azione dell’uomo sull’ambiente, ci dice di non ripetere gli errori, ci trasmette informazioni importanti su come salvaguardare il paesaggio, guardando le foto degli Archivi Alinari che ritraggono il lago Trasimeno, sulle cui rive sono nato oltre mezzo secolo fa, vedo ciò che era e ciò che dovrebbe tornare ad essere. Dalle vecchie foto di paesaggio possiamo programmare un futuro per il nostro territorio.

UN PAESAGGIO IN VIA D’ESTINZIONE – Quando fotografo un paesaggio penso che quell’immagine rimarrà per sempre a testimonianza di ciò che era un certo luogo con l’intento di evitare che qualcuno danneggi. Una fotografia eco-resistenziale. Come nel caso di quelle che ho scattato per ricordare la fragile bellezza dell’Agro Romano, compreso tra il Tevere e la via Pontina. Rischia di essere devastato dal progetto di una bretella autostradale. E’ un paesaggio in via di estinzione che, con qualche scatto distratto, cerco di immortalare. Per cercare di fermare il tempo.

 CLAUDIO TESTA