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Dopo la fase C della Riforma di Renzi, che ha previsto l’ingresso dei docenti nell’organico potenziato delle scuole, cresce l’attesa per l’uscita del nuovo concorso e migliaia di supplenti sono ancora senza stipendio.

FASE C – I neo immessi in ruolo della fase C sono stati inseriti nell’organico potenziato: tra le modalità di utilizzo di questi docenti viene messa in rilievo la necessità di definire in sede di Collegio dei docenti il loro ruolo in seno alla valutazione periodica. Infatti gli insegnanti dell’organico potenziato, destinati all’ampliamento dell’offerta formativa delle scuole, svolgono ugualmente attività di insegnamento, sia in progetti deliberati dagli organi collegiali sia durante le ore destinate alle supplenze e per questo motivo saranno valutati come gli altri docenti.

SUPPLENTI – Ancora senza stipendio dall’inizio dell’anno scolastico migliaia di supplenti, che percepiranno il salario soltanto a gennaio. Nonostante le numerose segnalazioni, le ripetute denunce di tutte le sigle sindacali e le successive rassicurazioni dei rappresentanti del MIUR sollecitati a risolvere il problema, la fascia più debole del personale scolastico resta a bocca asciutta. Un dramma sociale per i lavoratori e le loro famiglie, che dimostra l’incapacità del Ministero di gestire il pagamento dei propri dipendenti, che non potrà risolversi semplicemente col riallineamento degli stipendi a gennaio.

CONCORSO – Risulta firmato il DPCM di autorizzazione del bando di concorso, anche se non è stato ancora pubblicato perché manca l’approvazione definitiva del regolamento sulle classi di concorso. I posti messi a disposizione dai tre bandi –infanzia-primaria, secondaria, sostegno- sono 63.712: 52.828 su posti comuni, 5.766 su posti di sostegno e 5.118 su posti di potenziamento.  Scende il numero dei posti totali messi a disposizione e salta agli occhi il dimezzamento dei posti di sostegno, da 10.900 a poco più di 5mila.  200mila i candidati, una assunzione su tre dei docenti iscritti alle Graduatorie di Istituto.

LE PROTESTE – Non cessano le proteste degli abilitati di seconda fascia di Istituto, ingiustamente esclusi dal piano delle assunzioni della “Buona Scuola” e dei non abilitati, a cui attualmente è negata la possibilità di acquisire il titolo dell’abilitazione e di partecipare al concorso, riservato per il momento ai soli abilitati. Il MIDA –Movimento Insegnanti da abilitare- ha organizzato un sit-in dinanzi alla sede del Miur martedì 12 Gennaio dalle ore 13:30 alle 18:30, chiamando a raccolta tutti i docenti precari di II e III fascia di Istituto. Le richieste intendono ribadire l’inserimento nelle GaE di tutti i docenti abilitati, l’acquisizione del titolo dell’abilitazione per tutti gli insegnanti di III fascia delle Graduatorie di Istituto, la revisione delle modalità concorsuali e il rispetto delle sentenze a favore dei diplomati magistrali.

Angela Franco