scuola-elementare

Sono molte le misure adottate dal Consiglio dei ministri in piena emergenza coronavirus per far finire l’anno anche senza ripresa a maggio

IL DECRETO – Approvato dal Consiglio dei ministri il 6 aprile, il Decreto scuola prevede, se non si tornerà sui banchi a metà maggio, la promozione degli alunni e il congelamento dei debiti alle superiori, salvo poi recuperare gli apprendimenti non svolti nel mese di settembre. Il ministro della pubblica Istruzione Lucia Azzolina ha imposto a tutti i docenti di svolgere la didattica a distanza per “terminare l’anno e traghettare la scuola verso il nuovo anno scolastico” e questa modalità didattica potrebbe essere utilizzata anche a settembre. Nella nuova versione del Decreto la promozione resta garantita ma si valuterà “l’impegno dimostrato dagli alunni” nelle lezioni a distanza di questi mesi.

GLI ESAMI DEL PRIMO CICLO – La novità più significativa del decreto riguarda le modalità di svolgimento degli esami nella scuola secondaria di primo grado: se non si tornerà a scuola prima del 18 maggio la prova finale è destinata a scomparire e l’esame sarà sostituito da una tesina che consisterà in un elaborato del candidato, da definire nelle prossime settimane in un’ordinanza del ministro. Il consiglio di classe svolgerà una valutazione finale degli studenti con uno scrutinio a distanza, tenendo conto della tesina presentata. Se, invece, si dovesse tornare a scuola entro la metà di maggio, l’esame sarebbe comunque ridotto, eliminando una o più prove.

GLI ESAMI DI MATURITA’ –  Sono confermate le indiscrezioni della vigilia: l’esame di maturità consta di un solo orale che potrà svolgersi anche da casa, se non sarà possibile convocare gli alunni a scuola alla fine di giugno. Gli studenti saranno tutti ammessi agli esami e saranno giudicati da una commissione interna, cioè i professori delle singole classi, con un presidente esterno e cambieranno i criteri di attribuzione della lode. Nel caso in cui la scuola riprenda entro il 18 maggio l’esame sarà semplificato: prova di Italiano, prova di indirizzo predisposta dalla commissione, diversa da classe a classe e colloquio.

LE ALTRE MISURE – Il decreto contiene anche altri provvedimenti: permette al ministro di bandire i concorsi e dà il via libera all’assunzione di 4.500 precari, anche se le graduatorie d’Istituto non verranno aggiornate quest’anno. Il nodo da sciogliere è il ritorno sui banchi l’anno prossimo: i problemi della scuola, in Italia e nel mondo, non finiranno a giugno e a settembre studenti e docenti dovranno affrontare la sfida, iniziata con questo cambiamento didattico epocale, imparando nuove tecniche di sperimentazione e di insegnamento, nuove metodologie e nuovi percorsi di apprendimento.

Angela Franco