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La 65° edizione dei David di Donatello si è svolta senza pubblico né Red carpet a causa dell’emergenza sanitaria: molti i film e gli attori premiati 

L’EVENTO – La 65° edizione dei David di Donatello entrerà nella storia. Niente pubblico. Niente Red Carpet. Niente Glamour. Prevista in origine il 3 aprile e rimandata a causa dell’emergenza coronavirus, la kermesse è andata in scena l’8 maggio con Carlo Conti come conduttore e con i candidati ai David collegati in remoto. La statuetta è virtuale, il discorso di ringraziamento arriva dal salotto di casa. Un premio speciale è stato assegnato a Franca Valeri, che nel corso della sua straordinaria carriera non aveva mai vinto un Donatello. Giustissimo quindi rendere omaggio al suo immenso talento, alla sua visionaria intelligenza, patrimonio del nostro paese. I David hanno reso omaggio anche ad Alberto Sordi, nell’anno del centenario della sua nascita, attraverso le testimonianze di chi ha avuto il piacere e l’onore di lavorare con uno dei più grandi attori italiani. E  proprio attraverso le parole di Sordi i David tributano un doveroso omaggio a Federico Fellini, anche lui nato 100 anni fa.

IL TRADITORE – La 65° edizione del David di Donatello è stata vinta dal film “il Traditore”, che si aggiudica anche il premio per il  miglior attore protagonista (Pierfrancesco Favino) e per il miglior regista (Marco Bellocchio). Luigi Lo Cascio, che nel film interpreta Salvatore Contorno, ha vinto il David come miglior attore non protagonista. Il film ha conquistato ben sei riconoscimenti: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura originale, miglior montatore. Il film descrive la collaborazione tra il pentito mafioso Tommaso Buscetta e la giustizia italiana, concentrandosi sul cambiamento di un uomo che decide che il codice comportamentale del suo gruppo non gli appartiene più e che, sentendosi minacciato, vuole vendicarsi rompendo la regola dell’omertà, diventando ufficialmente un traditore.

LA DEA FORTUNA – “Non posso non pensare a Ferzan Ozpetek, a Edoardo Leo e a Stefano Accorsi”. E’ questo il primo pensiero di Jasmine Trinca che, grazie alla sua interpretazione in “La Dea Fortuna”, si è aggiudicata il David come miglior attrice protagonista. Il film racconta la storia di Alessandro e Arturo, la cui relazione si è trasformata col tempo; un giorno Annamaria, la migliore amica di Alessandro, lascia in consegna i due figli alla coppia e l’arrivo dei bambini stravolge le dinamiche relazionali tra i due.

PARASITE – Il capolavoro di Bong Joon-ho si aggiudica il David al miglior film straniero, ottenendo un altro trofeo in bacheca, dopo la Palma D’oro e i 4 Oscar. Il film è un dramma che racconta la storia della famiglia Kim, formata dal padre Ki-taek,  un uomo privo di stimoli, una madre, Chung-sook, senza alcuna ambizione e due figli, la 25enne Ki-jung e il minore, Ki-woo. Vivono in uno squallido appartamento, sito nel seminterrato di un palazzo, e sono molto legati tra loro, ma senza un soldo in tasca né un lavoro né una speranza per un futuro roseo. A Ki-woo viene la perversa idea di falsificare il suo diploma e la sua identità per reinventarsi come tutor e impartire lezioni a Yeon-kyuo, la figlia adolescente dei Park. Questi sono una ricca famiglia, che, al contrario dei Kim, vivono in una grande villa, grazie ai guadagni del patriarca, dirigente di un’azienda informatica. Ki-woo insegna principalmente inglese alla ragazza a un ottimo prezzo, cosa che genera entusiasmo e speranza nella suoi parenti. Il ragazzo, notando come alla figlia minore dei Park piaccia disegnare, ha la subdola idea di inventare che sua sorella Ki-jung è un’insegnante d’arte, permettendo anche a lei di infiltrarsi nella loro vita. Le due famiglie non sanno, però, che questo incontro è solo l’inizio di una storia strana, che porterà i Kim a introdursi sempre più nella routine dei Park, come un parassita fa con un organismo estraneo.

Angela Franco

Foto: cinema.icrewplay.com