Visitare “la città che muore”  è sicuramente una delle esperienze più significative da vivere nel Lazio

LA STORIA – Civita di Bagnoregio fu fondata dagli Etruschi, 2.500 anni fa: originariamente esisteva un solo agglomerato urbano e sul luogo dell’attuale Civita era situata l’acropoli con i templi e il foro, centro della vita civile e religiosa dell’intera urbe, mentre dove ora si trova Bagnoregio sorgeva l’abitato di Rota. Racchiuso tra i due fiumi del Rio Chiaro e del Rio Torbido, circondato e protetto dalla Valle dei Calanchi, questo piccolo altopiano si trovava in una posizione assolutamente strategica. Inoltre la presenza della vicina foce del fiume Tevere costituiva un’importante via commerciale e di comunicazione. Gli Etruschi stessi erano a conoscenza dell’instabilità sismica di quest’area e misero in atto alcune opere allo scopo di proteggerla dai terremoti, arginando fiumi e costruendo dei canali di scolo per il corretto deflusso delle acque piovane. I Romani, a loro volta, ripresero le opere ma dopo di loro queste furono trascurate ed il territorio ebbe un rapido degrado che portò, infine, all’abbandono, destino simile a quello della città di Calcata.

LA CITTA’ – Civita di Bagnoregio è un luogo magico, surreale, fantastico, situato sulla vetta di un’altura di tufo e raggiungibile solo attraverso uno stretto ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio. Soprannominata la città che muore, per via della costante erosione delle rocce di tufo su cui si trova, questa cittadella a metà strada tra Orvieto e il lago di Bolsena ha origini etrusche e medioevali. Sospesa nel tempo e nello spazio, Civita di Bagnoregio è senza dubbio uno dei borghi italiani più belli e caratteristici da visitare nel territorio della Tuscia e in Italia: durante le giornate di nebbia questa incredibile città sembra letteralmente sospesa nel vuoto.

LA VISITA – Una volta superato il ponte, il primo importante monumento che si incontra è la Porta San Maria, sormontata da una coppia di leoni che artigliano due teste umane, simbolo dei tiranni sconfitti dai bagnoresi. Più avanti la via San Maria si apre nella piazza principale, dove si può ammirare la chiesa romanica di San Donato restaurata nel XVI secolo. Qui sono custodite opere davvero interessanti come lo stupendo Crocefisso ligneo quattrocentesco della scuola di Donatello, e un affresco della scuola del Perugino. I palazzi rinascimentali dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni si impongono nelle viuzze con le tipiche case basse con balconcini e scalette esterne tipiche dell’architettura medioevale. All’interno del borgo poi ci sono ristoranti, trattorie e bar ma anche bed & breakfast e negozi di artigianato locale.

LA LEGGENDA – Da visitare anche il piccolo Museo Antica Civitas, realizzato all’interno di una abitazione o la grotta di San Bonaventura, un’antica tomba a camera scavata a strapiombo sul muro di tufo che prende il nome da Frate Bonaventura da Bagnoregio, biografo di San Francesco di Assisi. Si racconta che durante un suo soggiorno a Civita, San Francesco curò salvando da morte certa un giovane di nome Giovanni di Fidanza. La madre del ragazzo promise al Santo che una volta grande, il figlio sarebbe diventato un servitore di Dio. E così Giovanni divenne Frate Bonaventura da Bagnoregio.

Angela Franco