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Alla 76° Mostra del Cinema di Venezia Luca Marinelli ha vinto la coppa Volpi per l’interpretazione del marinaio nato dalla penna di Jack London

IL FILM – In parte autobiografico, il film è una nuova versione cinematografica dell’omonimo romanzo dello scrittore statunitense Jack London –  il regista Pietro Marcello sposta l’azione da Oackland a Napoli – e racconta la storia del marinaio di umili origini Martin Eden. Dopo aver difeso da un’aggressione Arturo, giovane rampollo dell’aristocrazia partenopea, Martin viene invitato a casa del ragazzo e conosce la bella sorella, Elena, di cui si innamora. La giovane donna, colta e raffinata, diventerà un’ossessione amorosa e il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi, coltivando il sogno di diventare scrittore a costo di sacrifici e fatiche legati ai limiti della propria umile origine. Influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden, Martin si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese, che ostacola in ogni modo la loro relazione.

IL PREMIO –  La versione di Martin Eden realizzata da Pietro Marcello non perde l’intento di denuncia sociale e la sua ambientazione storica dei primi del Novecento, anche se il regista sceglie il capoluogo partenopeo, dove gira il film, invece della San Francisco in cui è ambientato il libro. Dopo aver vinto meritatamente la Coppa Volpi, Luca Marinelli – che si conferma uno dei migliori attori italiani del momento, trasversale ed eclettico – ha dedicato la vittoria a tutti quelli che salvano vite in mare. Un messaggio importante, legato sicuramente al ruolo interpretato nel film e alla figura del marinaio di umili origini che sceglie di riscattarsi per amore e di elevare la sua posizione sociale.

L’ATTORE – Trentaquattro anni, romano, Luca Marinelli nel 2015 per il ruolo di protagonista nel film di Claudio Caligari, “Non essere cattivo” aveva vinto sempre a Venezia il Premio Pasinetti al miglior attore assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. Sempre quel ruolo gli ha procurato una nomination ai David di Donatello 2016. L’anno successivo è quello della consacrazione con il ruolo de “Lo Zingaro” in “Lo chiamavano Jeeg Robot”, film che gli vale il David di Donatello come miglior attore non protagonista, nonché un Nastro d’Argento e un Ciak d’oro nella medesima categoria. Ancora una volta la sua interpretazione risulta magistrale; l’attore è stato celebrato anche sui social, da fan e colleghi. Tra questi ultimi c’è l’amico Alessandro Borghi: «Al tuo talento. Al bene che ci lega. Vola fratello mio».

Angela Franco

Foto: spettacoloitaliano.it