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Sorprendente l’interpretazione di Elio Germano che dedica l’Orso d’argento “a tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati”

IL FILM – “Volevo nascondermi” racconta la vita e l’arte del pittore-scultore Antonio “Toni” Ligabue che ha illuminato il panorama culturale italiano nella prima parte del XX secolo, fino alla morte nel 1965. Al cinema l’esistenza tormentata di Ligabue era stata presentata da Salvatore Nocita nello sceneggiato Rai del 1977 con Flavio Bucci, scomparso lo scorso febbraio. Ora Diritti, un poeta della macchina da presa alla maniera di Ermanno Olmi, è riuscito a mettere a fuoco il mondo pittorico di Ligabue oscillando tra istantanee del passato e suggestioni oniriche, tra pagine graffianti di un’esistenza difficile e un suggestivo valzer denso di colori.

ELIO GERMANO – L’interpretazione del talentuoso attore non è un mero percorso imitativo né una macchietta, bensì un denudarsi e un rivestirsi rispettoso degli abiti dell’artista, recuperando quel suo bagaglio fisico ed emozionale. Elio Germano è arrivato a perdersi nel mondo del pittore, donandosi con generosità al lavoro di Diritti. “Volevo nascondermi” è un film di elevato spessore e intensità, che esplora la dimensione storica del Paese, quella biografica dell’uomo e quella onirica-artistica del pittore, confermando le trasversali capacità interpretative di uno dei più grandi attori italiani viventi, un talento infinito, una vita per i diritti degli ultimi, dei migranti, dei senza voce.

LA DEDICA – Elio Germano è stato premiato a Berlino con l’Orso d’argento come miglior attore protagonista “per il suo straordinario lavoro nel catturare sia la follia esteriore che la vita interiore dell’artista Antonio Ligabue”. Una volta sul palco, Elio ha prima ringraziato tutti, poi ha voluto fare una dedica speciale: “A tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta e ad Antonio Ligabue, alla grande lezione che ci ha dato, che è ancora con noi, che quello che facciamo in vita rimane.“

Angela Franco