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La stagione estiva è un buon momento anche per vedere nelle varie arene i film che si sono persi durante l’inverno o i nuovi

FAVOLACCE – Da non perdere il film  dei fratelli D’Innocenzo, che ha ottenuto al Festival del cinema di Berlino 9 candidature e vinto 5 Nastri d’Argento. Dopo il successo con “La terra dell’abbastanza”, che ha meritato ampiamente tutti i riconoscimenti ricevuti, i registi propongono un film coraggioso, intriso di  sofferenza e denuncia della vita nelle periferie strozzate, sempre sul punto di esplodere. Gli autori definiscono il film, in contrasto con il realismo della loro opera prima, come una favola nera -una favolaccia appunto- in cui hanno riversato, attraverso la voce di un narratore, la difficoltà dei rapporti interpersonali e il vuoto pneumatico di figure genitoriali che dovrebbero insegnare a vivere ai propri figli mentre invece hanno perduto qualsiasi capacità di positività e di sguardo sul futuro.

HAMMAMET – Amelio e il suo team di sceneggiatori preferiscono concentrarsi sulla dimensione umana di Craxi e su quella shakespeariana, kafkiana e sciasciana della sua storia pubblica, laddove il singolo diventa la cartina di tornasole di un modus operandi che non riflette solo le contorsioni e le viltà della politica ma il carattere stesso degli italiani, pronti a salire sul carro del vincitore e a scendere da quello del perdente.

IL TRADITORE – La 65° edizione del David di Donatello è stata vinta dal film “il Traditore”, che si aggiudica anche il premio per il  miglior attore protagonista (Pierfrancesco Favino) e per il miglior regista (Marco Bellocchio). Luigi Lo Cascio, che nel film interpreta Salvatore Contorno, ha vinto il David come miglior attore non protagonista. Il film ha conquistato ben sei riconoscimenti: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura originale, miglior montatore. Il film descrive la collaborazione tra il pentito mafioso Tommaso Buscetta e la giustizia italiana, concentrandosi sul cambiamento di un uomo che decide che il codice comportamentale del suo gruppo non gli appartiene più e che, sentendosi minacciato, vuole vendicarsi rompendo la regola dell’omertà, diventando ufficialmente un traditore.

PARASITE – Il capolavoro di Bong Joon-ho, che si è aggiudicato il David al miglior film straniero, ottenendo un altro trofeo in bacheca, dopo la Palma D’oro e i 4 Oscar, è un dramma che racconta la storia della famiglia Kim, formata dal padre Ki-taek,  un uomo privo di stimoli, una madre, Chung-sook, senza alcuna ambizione e due figli, la 25enne Ki-jung e il minore, Ki-woo. Vivono in uno squallido appartamento, sito nel seminterrato di un palazzo, e sono molto legati tra loro, ma senza un soldo in tasca né un lavoro né una speranza per un futuro roseo. A Ki-woo viene la perversa idea di falsificare il suo diploma e la sua identità per reinventarsi come tutor e impartire lezioni a Yeon-kyuo, la figlia adolescente dei Park. Questi sono una ricca famiglia, che, al contrario dei Kim, vivono in una grande villa, grazie ai guadagni del patriarca, dirigente di un’azienda informatica. Ki-woo insegna principalmente inglese alla ragazza a un ottimo prezzo, cosa che genera entusiasmo e speranza nella suoi parenti. Il ragazzo, notando come alla figlia minore dei Park piaccia disegnare, ha la subdola idea di inventare che sua sorella Ki-jung è un’insegnante d’arte, permettendo anche a lei di infiltrarsi nella loro vita. Le due famiglie non sanno, però, che questo incontro è solo l’inizio di una storia strana, che porterà i Kim a introdursi sempre più nella routine dei Park, come un parassita fa con un organismo estraneo.

GLI ANNI PIU’ BELLI – Nominato a 9 Nastri d’Argento l’ultimo film di Gabriele Muccino racconta la storia di 4 amici, che sono i narratori delle loro vite complicate, con un rimando continuo agli episodi adolescenziali che hanno segnato per sempre le loro vite. Lo sguardo oltreoceano che ha determinato il cambiamento dello stile cinematografico del regista non dimentica le scene tipiche della commedia all’italiana, con la rappresentazione di una Roma mutevole ma eterna, che fa da sfondo al film.

LA DEA FORTUNA – “Non posso non pensare a Ferzan Ozpetek, a Edoardo Leo e a Stefano Accorsi”. E’ questo il primo pensiero di Jasmine Trinca che, grazie alla sua interpretazione in “La Dea Fortuna”, si è aggiudicata il David come miglior attrice protagonista. Il film racconta la storia di Alessandro e Arturo, la cui relazione si è trasformata col tempo; un giorno Annamaria, la migliore amica di Alessandro, lascia in consegna i due figli alla coppia e l’arrivo dei bambini stravolge le dinamiche relazionali tra i due.

BOHEMIAN RHAPSODY – Per chi avesse perso il film sulla storia dei Queen questo è il momento buono per recuperare: Freddie Mercury è ancora Farrokh Bulsara e vive con i genitori in attesa che il suo destino diventi eccezionale. Perché Farrokh lo sa che è fatto per la gloria. Contrastato dal padre, che lo vorrebbe allineato alla tradizione e alle origini parsi, vive soprattutto per la musica che scrive nelle pause lavorative. Dopo aver convinto Brian May (chitarrista) e Roger Taylor (batterista) a ingaggiarlo con la sua verve e la sua capacità vocale, l’avventura comincia. Insieme a John Deacon (bassista) diventano i Queen e infilano la gloria malgrado (e per) le intemperanze e le erranze del loro leader: l’ultimo dio del rock and roll.

Angela Franco

Foto: pressview.it