Nel corso del progetto Erasmus “Bridging three generations, timeless toys and games”, gli alunni della Rosalba Carriera ed i loro nonni si sono cimentati in giochi tradizionali con le carte napoletane. 

GIOCHI TRADIZIONALI – Nell’ambito del progetto Erasmus “Bridging three generations, timeless toys and games” , è stato chiesto ad ogni Paese di scegliere e realizzare artigianalmente un gioco tradizionale, per presentarlo e scambiarlo con quello dei Paesi partners.  Come Italiani abbiamo scelto le carte napoletane. Pertanto abbiamo invitato i nonni a giocare a scuola, con iloro nipotini a briscola, a scopa, a sette e mezzo

UNA SANA COMPETIZIONE – Abbiamo scoperto una simpatica, affettuosa competitività tra le due generazioni. I bambini, in alcuni casi, hanno anche battuto i nonni a dimostrazione che la tradizione e relativa competenza è stata trasmessa efficacemente da una generazione all’altra e che i bambini di oggi se coinvolti ed intrattenuti dagli adulti sanno dedicarsi ancora a giochi di relazione umana e non solo ai moderni videogiochi espressione anche della loro aumentata solitudine nella società presente.

 

LE CARTE NAPOLETANE – A proposito del gioco delle carte, forse non tutti sanno che il boom delle carte napoletane risale alla metà del 1500, quando il sud Italia era governato dalla corona di Spagna. I quattro simboli invece denari, bastoni, coppe e spade sembra risalgano a molto prima e rappresentavano le diverse classi in cui era divisa la società medievale, rispettivamente i mercanti, i contadini, il clero e i guerrieri. Il gioco che accomuna i bambini e gli anziani.

Emilia Capobianco