Bici elettrica

Le bici elettriche stanno conquistando un’ampia fetta di ciclisti. Ma attenzione a non pensare di usarla come un motociclo: il vero motore continuano ad essere le nostre pedalate.

Sempre con maggior frequenza possiamo incontrare nelle nostre città utenti della strada che hanno deciso di convertirsi al “verde”. Che da moda si stesse passando ad un vero e proprio nuovo stile di vita se ne sono accorti anche i produttori di biciclette elettriche i quali, ormai da tempo, hanno arricchito i propri cataloghi con biciclette a pedalata assistita realizzate nei modelli più disparati. Che si tratti di biciclette pieghevoli piuttosto che di city bike cui è stato applicato il motore elettrico, occorre sempre tenere ben presente che per utilizzare una bicicletta elettrica si debbono osservare le norme in materia di sicurezza stradale e i vari requisiti che una bicicletta a pedalata assistita deve possedere per poter liberamente circolare in Italia.

Le bici elettriche sono composte dal motore, dalla  batteria e dal sensore di sforzo o di rotazione.

MOTORE E PEDALI – Il motore deve funzionare esclusivamente qualora vengano azionati i pedali, deve avere una potenza massima di 250 watt e deve assistere il ciclista sino alla velocità di 25 km/h, superati i quali il motore deve cessare la sua funzione di ausilio. Ne consegue che  non rispondono alle norme tutti quei modelli nei quali l’ausilio del motore avviene in modo svincolato dalla pedalata. La pedalata assistita è un concetto che vede il motore elettrico affiancarsi all’utente, aggiungendo la propria propulsione a quella delle gambe invece che sostituirsi al ciclista. Più semplicemente: più si pedala, più il motore spinge; se non si pedala, il motore smette di produrre forza.

QUANDO DIVENTANO CICLOMOTORI – I veicoli che posseggono tali requisiti rientrano a pieno diritto all’interno della categoria dei velocipedi, con tutte le limitazioni ed i vincoli previsti per tali tipi di veicoli. Viceversa i veicoli che non posseggono i requisiti di cui sopra sono  assoggettati alla disciplina prevista per i ciclomotori, con la conseguenza che sarà prevista una omologazione ed immatricolazione presso la competente motorizzazione civile, ed il pagamento di una tassa di proprietà oltre al pagamento di una assicurazione per responsabilità civile. Il conducente avrà inoltre l’obbligo di indossare il casco, obbligo che non riguarda i possessori di velocipedi (art. 50 codice della strada).

LA BATTERIA – Una delle parti più delicate è senza dubbio la batteria e la sua durata può andare dalla mezz’ora alla mezza giornata. È tutto molto relativo, infatti un uomo che pesa 90 kg consumerà la batteria molto più in fretta di chi ne pesa 60. Ovviamente la durata dipende dalla velocità che si intende tenere. Bisogna imparare a dosare la carica e le forze, in funzione  del tragitto che si ha in mente di fare. E se la batteria finisce, non va dimenticato che questa è sempre una bici. Sarà ovviamente più pesante delle altre ma si riesce sempre a tornare a casa pedalando.

I COSTI – Comprare una bicicletta a pedalata assistita può essere anche molto impegnativo dal punto di vista economico; infatti i modelli tra i quali scegliere sono molti e assai diversi tra loro. Le bici elettriche sono prodotte in una molteplicità di formati, tanto che la spesa può facilmente variare da qualche centinaio di euro per arrivare a superare i 10 mila euro. Molto dipende dalle necessità: una bicicletta elettrica che deve consentire brevi spostamenti in pianura potrà limitare le dotazioni tanto nel motore, quanto nella batteria, quanto ancora nei sensori. Una bici elettrica che deve accompagnare il ciclista in luoghi impervi dovrà invece consentire alti picchi di potenza, una sufficiente autonomia, un’alta leggerezza e piena affidabilità.

Il ciclista urbano troverà sicuro giovamento nell’uso di una bicicletta a pedalata assistita e proverà una gioia infinita nel superare le auto incolonnate nel traffico. Unico accorgimento: ricordate il caricabatteria !

Paolo Patriarca – Vitinia in Bici