San paolo

La Basilica di San Paolo Fuori Le Mura è il luogo dove è sepolto san Paolo, meta di pellegrinaggi nel tempo e scrigno di tesori architettonici 

LA STORIA – La Basilica di San Paolo costantiniana risultò nel tempo inadeguata per la folla dei pellegrini che vi si recavano, perché era molto più piccola rispetto alla coeva Basilica di San Pietro. Venne quindi ricostruita completamente sotto il regno congiunto degli imperatori Teodosio I, Graziano e Valentiniano II e tale struttura rimarrà sostanzialmente intatta fino al disastroso incendio del 1823. Sotto il pontificato di papa Gregorio I la basilica venne modificata drasticamente. Il livello pavimentale venne rialzato, soprattutto nel settore del transetto, per realizzare l’altare direttamente sopra la tomba di Paolo: un’operazione del tutto analoga fu compiuta per la Basilica di San Pietro. L’esito fu quello di poter realizzare anche una Confessione, cioè un piccolo accesso posto sotto il livello del transetto, dal quale si poteva raggiungere la tomba dell’apostolo.

LA BASILICA – San Paolo Fuori Le Mura è una delle quattro basiliche papali di Roma, la seconda più grande dopo quella di San Pietro in Vaticano. Si erge sul luogo che la tradizione indica come quello della sepoltura dell’apostolo Paolo (a circa 3 km dal luogo – detto “Tre Fontane” – in cui subì il martirio e fu decapitato). La tomba del santo si trova sotto l’altare papale, per questo nel corso dei secoli è stata sempre meta di pellegrinaggi. Il Chiostro è detto del Vassalletto ed è una delle meraviglie della Roma duecentesca insieme a quello di San Giovanni. L’intero complesso degli edifici gode del beneficio dell’extraterritorialità della Santa Sede, pur trovandosi nel territorio della Repubblica Italiana.

L’ORTO – Cuore dell’antica Abbazia, solitamente chiuso al pubblico ed eccezionalmente aperto per le giornate FAI, l’orto della Basilica è il luogo ideale per meditare sulla visione cristiana e monastica della natura. Il giardino è visitabile attraverso un percorso botanico-scientifico e teologico, filosofico e letterario, nei diversi ambienti che lo costituiscono, dove vengono coltivate, secondo la millenaria tradizione benedettina, le piante officinali impiegate nella composizione dei rimedi fitoterapici disponibili presso la Spezieria Monastica, aperta per l’occasione. Dal giardino vivente al “giardino di pietra”, si potrà visitare anche il duecentesco chiostro del Vassalletto, uno dei tesori dell’arte medievale romana, ricco di reperti antichi e romani.

Angela Franco