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Fino al 7 maggio sarà esposta a Palazzo Braschi la mostra dedicata a una delle artiste più appassionate e amate dal grande pubblico, Artemisia Gentileschi

LA MOSTRA – Si tratta di un’esposizione unica, che permette di intraprendere un viaggio nella vita e nell’arte di Artemisia Gentileschi, con un approfondito esame degli scambi e delle influenze con gli artisti a lei vicini. La mostra copre l’intero arco temporale della vicenda artistica della pittrice e presenta quasi cento opere, frutto dell’incontro e del confronto artistico coi colleghi conosciuti e frequentati a Roma, Firenze, Napoli, Venezia e Londra.

LE OPERE – Oltre ai magnifici capolavori di Artemisia come la Giuditta che taglia la testa a Oloferne, Ester e Assuero, l’Autoritratto come suonatrice di liuto, si possono ammirare le opere di altri artisti, come la Giuditta di Cristofaro Allori o la Lucrezia di Simon Vouet, provenienti da musei italiani e stranieri e da collezioni private. Il percorso espositivo della mostra presenta le influenze e le suggestioni artistiche da cui la pittrice fu affascinata, a partire dagli anni della prima formazione fino alla maturità. Infatti Artemisia riesce ad affermarsi a tal punto come pittrice, da diventare la prima donna membro dell’Accademia fiorentina delle arti del disegno. Lavora in Italia, a Napoli, e persino in Inghilterra e mantiene contatti epistolari con personaggi eminenti della cultura dell’epoca, come Galileo Galilei.

LO STILE – Cresciuta nella scuola di Caravaggio, Artemisia ritrae nelle sue opere la sofferenza che subì in prima persona:  nel 1612 il padre di Artemisia sporse querela contro Agostino Tassi, accusato di averla violentata e in seguito ingannata con false promesse di matrimonio.  Nella sua Giuditta che decapita Oloferne, in particolare, c’è molto di autobiografico: si vede che l’opera è stata dipinta da una donna che ha subito una violenza. Gli schizzi di sangue sul lenzuolo la rievocano, come anche il coltello che Giuditta infilza nel collo di Oloferne. Rispetto al quadro di Caravaggio, che ritrae lo stesso soggetto, c’è molto più pathos: i volti dei due protagonisti rappresentano Artemisia ed il suo aggressore.

INFORMAZIONI UTILI – La mostra Artemisia e il suo tempo sarà esposta a Palazzo Braschi fino al 7 maggio 2017 dal martedì alla domenica dalle ore 10 – 19 (la biglietteria chiude alle 18). Il biglietto intero costa 11 euro, ridotto 9.

Angela Franco

Foto: Artemagazine