Olmo

Un fungo, veicolato da un piccolo insetto che depone le uova sotto la corteccia, sta uccidendo moltissimi olmi. Il fenomeno sta attecchendo anche verso le piante più giovani.

In questi giorni stiamo assistendo ad una estesissima moria di alberi di olmo in tutta la campagna romana. La moria è dovuta ad un fungo la grafiosi dell’Olmo (Ophiostoma ulmi), di origine asiatica che quest’anno sta colpendo con durezza. Le piante colpite vengono rapidamente portate a morte in quanto il fungo si insedia sotto la corteccia impedendo la normale circolazione della linfa e l’albero così “strangolato” muore.

Il vettore che trasporta il fungo da un albero e l’altro è un piccolo insetto, lo scolitide, che depone le uova sotto la corteccia di esemplari deperienti, spesso a causa proprio del fungo; in tal modo le spore del fungo entrano in contatto con l’insetto che le trasporta da un albero all’altro.

Questa grave malattia ha sterminato quasi per intero la popolazione adulta di olmi, che tuttavia presenta un singolare elemento di difesa, ovvero una sorta di manicotto di sughero, presente nelle piante giovani fino a qualche metro di altezza per difendersi dai morsi dei mammiferi erbivori, che ostacola la penetrazione del fungo.

In tal modo abbiamo visto modificarsi le dimensioni degli olmi, passati da essere un grande albero, elemento fondamentale delle foreste di pianura del passato, ad un cespuglio e piccolo albero alto qualche metro. Infatti una volta raggiunta un altezza tale da non poter più essere oggetto delle attenzioni degli erbivori, l’olmo perde la suberificazione dei rami e viene inesorabilmente attaccato dal fungo.

A quanto pare la novità negativa di quest’anno è che in fungo sta attaccando anche le piante giovani, con estesissimi disseccamenti attualmente in atto dovunque. Oltre alla preoccupazione per la sorte di boschi e filari, avremo anche una enorme quantità di legno morto da asportare dai bordi della strade e dai parchi per evitare crolli disastrosi per passanti e automobilisti.

Marco Antonini