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domenica, 09 Maggio 2021

Gli spaventapasseri si riprendono l’Agro romano: la storia di “Fluffo”

I residenti di Fonte Laurentina hanno sistemato tanti spaventapasseri a presidio del loro territorio. Servono ad evitare gli sversamenti abusivi di rifiuti come il “fluff”. Da qui il nome dato a questi nuovi guardiani dell’Agro romano: “i fluffi”. E questa è la loro storia…

Fluffo è nato in una cantina. E dai suoi antenati, ha ereditato un lavoro molto prezioso. Custodisce gli orti urbani sorti lungo il confine ultimo dell’Agro romano, tra la campagna e la città. La sua occupazione non è difficile, ma la notte resta solo al freddo ed al buio, per garantire che, alla mattina, i terreni siano come i loro coltivatori li avevano lasciati.

Durante il giorno invece spesso lo vanno a trovare i bianchi Aironi Guardabuoi che non hanno paura di lui perchè abituati a seguire i pastori e le loro greggi. Sono amici fedeli e s’intrattengono volentieri con Fluffo, per intere mattinate.

La routine del giovane spaventapasseri è stata interrotta da un brutto episodio. Durante una notte fredda, nella stradina di campagna si è fatto largo uno strano uccello bianco. Era enorme e con gli occhi illuminati e la pancia piena. La mattina successiva, il povero spaventapasseri,ha dovuto constatare che l’agro romano aveva cambiato aspetto. L’uccello di metallo aveva lasciato il segno del suo passaggio. Ed ora il terreno era pieno di sacchi neri, calcinacci e tre grossi cumuli di materiale gommoso: il fluff.

il fluff

Il primo a notare la terribile trasformazione del campo, divenuto ormai una discarica, è stato un giovane pastorello. Come tutte le mattine si era recato a far pascolare il suo gregge nell’agro romano. E vedendo le condizioni in cui era stato ridotto il terreno, è scoppiato a piangere. Realizzato cos’era successo, ha deciso di confidare allo spaventapasseri tutta la propria tristezza. E presa una penna, ha scritto sulla camicia di Fluffo un semplice avvertimento: “Basta, adesso la dovete smettere“.

Il messaggio del pastorello però rischiava di restare inascoltato. Per questo lo spaventapasseri ha chiamato i suoi amici Guardabuoi e gli ha chiesto di trasportarlo sulla strada maestra. Lì, al centro della rotatoria, è rimasto in bella mostra. Ed ha cominciato a parlare, col linguaggio dei bambini, a tutti gli uccelli dalla grosse pance che passavano per la strada. Da allora, tutte le sere,gli aironi guardiabuoi vanno alla rotatoria per chiacchierare con il loro amico Fluffo: lo spaventapasseri dell’Agro-romano meridionale, da quel momento, non è più rimasto da solo.

Maurizio Romano

 

Spaventapasseri: foto di Massimiliano Coppola

 

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