Pagina 7 La Massaia

Ai tempi in cui l’agro romano era ancora puntellato di casali, la figura della Massaia assumeva un rilievo centrale. A lei spettava il compito di gestire i rapporti con i commercianti, badare agli animali da cortile, trasformare i prodotti dell’orto.

IERI – Siamo a giugno qui nella Tenuta dei casali di Tor Pagnotta e anche quest’anno gli uomini del Casale si preparano alle fatiche della mietitura del grano. La sua raccolta era un momento di vitale importanza per la famiglia contadina di mezzadri. Infatti l’economia del podere si basava principalmente sulla produzione di grano da dividere poi con il Principe. Il momento è delicato e lei, la Massaia, la regina del Casale, ne è ben consapevole. Sa perfettamente che questi sono giorni in cui bisogna raccogliere i frutti di una lunga stagione agraria iniziata a San Martino con il rinnovo del contratto. Se va male la raccolta, anche quest’anno bisognerà abbandonare il Casale.

IL COMANDO DELLA CASA – Era la Massaia che gestiva il fare all’amore delle figlie , era lei che aveva il duro compito di uccidere papere, galline e conigli senza farsi vedere da figli, nuore e nipoti. Era lei che trasformava tutti i prodotti raccolti nell’orto e nei campi in scorte per l’inverno.  Era lei che stendeva la polenta nei lunghi inverni e che faceva il pane da pasta madre ogni 15 giorni.. Era lei che teneva i rapporti con i commercianti di campagna: varecchinaio, stracciarolo, pescivendolo, gelataio .

OGGI – La Massaia, quest’anno è preoccupata di non farcela a passare l’ inverno perché il grano è “allettato” , ma è anche vero che ora i tempi sono cambiati e i suoi figli e i suoi nipoti non hanno più bisogno per il loro futuro di un Casale a Mezzadria. Oggi c è la città e tutti sono andati a lavorare li e quindi forse non c è più bisogno di lottare per tenersi questo casale. Ma nella memoria di quei bambini che hanno vissuto senza pensieri quelle stagioni, giocando tra i campi, la stiva,  la  stalla,   il rimessino  e   l’aia, i bei ricordi saranno presenti per sempre  nella loro mente.

Maurizio Romano

Foto di Gualtiero Alunni