E’ morto il 19 gennaio, all’età di 85 anni, il regista e sceneggiatore campano noto soprattutto per aver diretto capolavori come “C’eravamo tanto amati”, “Brutti, sporchi e cattivi”, “Una giornata particolare”.

LA VITA – Trasferitosi a Roma dal comune campano di Trevico, cresce nel rione Esquilino e sin da bambino dimostra una personalità artistica. Frequenta il liceo classico Pilo Albertelli e appena quindicenne disegna vignette per le riviste umoristiche “Marc’Aurelio” e “Il travaso delle idee”. Da studente di Giurisprudenza inizia a collaborare con la rivista “Marc’Aurelio” e a scrivere sceneggiature di commedie all’italiana, partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive della RAI.

GLI ESORDI – Nel 1964 Scola esordisce alla regia, ma il primo grande successo lo otterrà quattro anni dopo dirigendo “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?” con Alberto Sordi, Nino Manfredi e Bernard Blier. Nel 1972 dirige “La più bella serata della mia vita”, sempre con Sordi, mentre agli anni successivi appartengono i film “I nuovi mostri”, “Romanzo di un giovane povero”, “Il commissario Pepe” e “Dramma della gelosia- Tutti i particolari in cronaca”.

IL CAPOLAVORO – Nel 1974 il regista dirige “C’eravamo tanto amati”, dedicato a Vittorio De Sica, scomparso durante la lavorazione del film. Capolavoro di maestria a metà tra commedia all’italiana e cinema d’impegno sociale, il film ripercorre un trentennio di storia italiana attraverso le vicende di tre amici – Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores- che dopo la fine della seconda guerra mondiale si perdono di vista. Tra alterne vicende si ritroveranno uniti intorno alla figura di Luciana, interpretata da Stefania Sandrelli, facendo un bilancio delle loro vite.

LA MATURITA’ –  Divenuto ormai un maestro del cinema italiano e internazionale, Scola dirige “Brutti, sporchi e cattivi” nel 1976, “Una giornata particolare” nel 1977 con Marcello Mastroianni e Sophia Loren, “La terrazza” nel 1980, “Il mondo nuovo” nel 1982, “La famiglia” nel 1987, “Splendor” nel 1988, “Che ora è” nel 1989 e “La cena” nel 1998. Nel 2001 dirige “Concorrenza sleale”, nel 2003 il semidocumentario “Gente di Roma” e nel 2013 il documentario “Che strano chiamarsi Federico”, dedicato a Federico Fellini nel ventennale della scomparsa.

RICONOSCIMENTI – Nel 2009 Scola riceve il Premio Federico Fellini 8 ½ e nel corso della sua carriera ha vinto sei David di Donatello, quattro nomination al Premio Oscar per il miglior film straniero: nel 1977 per “Una giornata particolare”, nel 1978 per “I nuovi mostri”, nel 1983 per “Ballando bailando” e nel 1987 per “La famiglia”. Nel 2014 è stata anche realizzata la prima grande mostra monografica dal titolo “Piacere, Ettore Scola”. Vogliamo salutare un grande maestro del cinema italiano con una frase tratta da uno dei suoi film più belli, “Una giornata particolare” : “Piangere si può fare anche da soli, ma ridere bisogna farlo in due”.

Angela Franco

Foto di “irpinianews.it”